home page Condividi Consiglia Stampa richiesta informazioni blank il network del centro di medicina

Da Treviso un no secco alla chirurgia estetica low cost

Il Centro di Medicina non utilizza le protesi mammarie sulle quali si è concentrata in questi giorni l’attenzione del Ministero della Sanità e sul cui utilizzo la Regione del Veneto aveva già disposto la sospensione un anno e mezzo fa.

Le equipe mediche di chirurgia estetica del Centro di Medicina di Treviso utilizzano protesi mammarie con un particolare programma di garanzia che si definisce a vita.

dr. alessandro ranieriTra le equipe della Chirurgia Estetica del Centro di Medicina di Treviso, quella del dottor Alessandro Ranieri.
“La delicatezza dell’intervento  richiede l’utilizzo di protesi di qualità e monitorabili nel tempo, che quindi hanno un costo elevato e soprattutto garanzie certificate di affidabilitàspiega il dottor Alessandro Ranieri  per questo invito i pazienti a diffidare dagli interventi low cost e a valutare la serietà della proposta che viene fatta quando viene stabilito con il chirurgo il tipo di intervento.

Cosa deve fare una paziente che abbia una protesi che sospetta difettosa o che abbia riscontrato un processo infiammatorio in corso?
“Purtroppo l’utilizzo di protesi scadenti per l’intervento al seno è riscontrato. Lo scorso anno, in Spagna, ho rioperato al seno una paziente per una protesi rotta con fuoriuscita di silicone scadente, che aveva causato uno stato infiammatoriospiega il dottor Alessandro Ranieri, chirurgo specializzato in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica - nel caso quindi in cui una paziente, che ha subito un intervento di mastoplastica, avesse anche solo il sospetto di una protesi di scarsa qualità, deve contattare il chirurgo che l’ha operata o risalire alla documentazione dell’intervento per avere il giusto quadro della situazione.

Come si deve procedere in caso di sostituzione della protesi?
“La valutazione della sostituzione delle protesi va tuttavia fatta caso per caso. A tal fine è d’aiuto un esame radiologico, ecografia, mammografia o risonanza magnetica.  – aggiunge il dottor Alessandro RanieriQualora venisse riscontrata la rottura della protesi, la sua sostituzione sarà preceduta da una ulteriore indagine diagnostica”.

 
il sito dedicato alla Chirurgia Estetica del Centro di Medicina
spacer